
Questo articolo è stato scritto a quattro mani, a seguito di una conversazione fra amici, dove la curiosità e le domande di approfondimento di chi ascoltava, hanno creato l’articolo che stai per leggere. Da questa conversazione Antonio Arboritanza ed io abbiamo scritto questo articolo che ci auguriamo possa essere di stimolo per chiunque abbia a che fare con i giovani. L’esperienza raccontata è quella di Antonio che è un libero professionista, ed è stato anche un insegnante. L’ultima sua esperienza come insegnante è stata nell’anno scolastico 2019/2020. Alcuni degli studenti dell’articolo lavorano già come liberi professionisti e sono rimasti in contatto e collaborano anche con lui. Buona lettura.
Impariamo ad Ascoltare i Ragazzi
I ragazzi di oggi sono pieni di energia e voglia di iniziare il loro cammino nel mondo lavorativo. Qualche anno fa, la scuola professionale VCO Formazione mi ha chiesto di portare la mia esperienza di lavoratore autonomo alle lezioni di un corso di giardinaggio. Dovevo insegnare praticamente cosa e come si realizza un impianto di irrigazione.

Tecnicamente, non ho mai avuto dubbi sul mio lavoro, ma catturare l’attenzione dei ragazzi per trasferire la mia conoscenza era sicuramente una sfida. Come genitore di un ragazzo quasi adolescente all’epoca, sapevo che mi sarei avventurato nel mondo degli adolescenti, un mondo di trasgressione e di desiderio di diventare grandi subito.
Che Cosa è Cambiato?
Da quando ho iniziato a esplorare la comprensione dei 3 principi, ho imparato ad ascoltare in modo profondo. Ascoltare significa capire le esigenze e le problematiche dei ragazzi. Non possiamo più misurarci con il sistema con cui siamo cresciuti noi; a volte può essere faticoso adeguarsi, ma ciò non significa che non va fatto. L’ascolto è la chiave per farli crescere e per crescere insieme a loro.
La Mia Esperienza con gli Alunni in Classe
Dopo qualche ora di lezione tecnica, mi sono accorto che la classe era stanca e annoiata. Li ho sentiti chiacchierare fra di loro e mi sono fermato, cogliendo un argomento che stava scaldando gli animi. Ho chiesto a uno di loro se voleva condividere con tutti il suo punto di vista: stavano discutendo del sequestro di un motorino truccato da parte delle forze dell’ordine, e il ragazzo in questione non era d’accordo.
Nel momento in cui mi sono reso disponibile all’ascolto, tutta la classe ha partecipato. Non si trattava di essere d’accordo o meno sul sequestro, ma di vedere cosa avrebbe potuto comportare in termini di sicurezza la modifica di un mezzo. È stato interessante vedere come, solo per essermi fermato ad ascoltare, la classe è diventata partecipe e coinvolta. Il ragazzo, pur contrariato dalla mancanza del motorino, non aveva più l’accanimento che animava la conversazione.
La Mia Esperienza a Casa come Genitore di un Adolescente
Questo ascoltare i ragazzi a scuola mi ha permesso di ascoltare diversamente anche mio figlio. Ho notato che se non lo avessi ascoltato da un nuovo spazio aperto e privo di schemi, avrei commesso gli stessi errori che penso abbiano fatto gli educatori con me. Ho compreso le problematiche anziché giudicarle e combatterle. È stato più facile aiutarlo ad affrontare la convivenza con i coetanei.
Il nostro rapporto ne ha beneficiato enormemente: mio figlio sapeva che c’era una persona disposta ad ascoltarlo senza giudicare, per comprendere e non per punire. Si sentiva libero di parlare.
“Le Persone Non Fanno Quello che Dici, ma Quello che Fai”
Quando io, come adulto, genitore o educatore, ascolto veramente senza giudizio e senza schemi preconcetti, insegno all’adolescente a fare la stessa cosa: ascoltare. Poi, in base alle nostre regole e valori, la punizione, quando necessaria, ha il suo valore inserita in un contesto più ampio e meglio compreso.
Capire il Limite tra Giusto e Sbagliato
I parametri che definiscono il giusto e sbagliato sono molto soggettivi quando parliamo di educazione. La differenza la fa la chiarezza mentale. Quando prendo le distanze dagli schemi del passato o da schemi sociali che non mi rappresentano, attingo a una capacità innata che mi guida come un navigatore che ricalcola di continuo la direzione. Non è una mia esclusiva, questa capacità è a disposizione di tutti.
Ascoltare e Fidarsi
Mi fido degli altri esseri umani, ma capisco che ci sono persone e situazioni non affidabili. Ascoltare in modo profondo mi fa capire più velocemente le situazioni e le persone. Una volta cercavo parole per attirare l’attenzione, ora è l’ascolto stesso che si occupa della conversazione. Mi sento più appagato, e le persone che interagiscono con me si sentono al sicuro, lasciando cadere le difese.
Cosa Ascolto
Ascolto chi è davanti a me e mi parla, non i pensieri che mi passano per la testa. Ascolto qualsiasi pensiero questi adolescenti e mio figlio hanno bisogno o voglia di condividere. A volte è buono rispondere per guidare, ma raramente è utile il consiglio. Sempre più spesso, è l’ascolto stesso che si prende cura della conversazione.
Ognuno di noi riconosce quando siamo ascoltati e quando sentiamo il dito puntato contro. Non è la prima volta che i ragazzi a scuola mi hanno confidato “non mi ascolta nessuno”. Come possono imparare l’ascolto se non siamo noi per primi, adulti, educatori, genitori, esseri umani ad ascoltarli?

Ecco qui i giovani, carichi di energia e pronti per iniziare il cammino nel mondo lavorativo. A chi dice che i ragazzi di oggi sono tutti uguali, incapaci di fare o dire qualcosa, invito queste persone adulte a passare più tempo in mezzo ai giovani. I tempi cambiano e noi dobbiamo accettare i cambiamenti e cambiare con loro. Ascoltateli e vedrete che hanno tanto da dire e da dare. I ragazzi sono il futuro. Io credo in loro e so che non mi deluderanno, ho già avuto tante conferme negli ultimi anni.
Alla prossima, ragazzi, è stato bellissimo condividere anche una serata con voi e non solo con la scuola.

Antonio Arboritanza e Agnese Mautone
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